In questo articolo spieghiamo cosa succede durante la gravidanza e il parto del gatto.

La gatta gravida, quando realizza che il parto è vicino, crea un habitat confortevole per i micini: solitamente un angolo tranquillo, asciutto e caldo, nascosto da sguardi indiscreti e facile da difendere.

Le gatte di casa, invece, si sentono protette tra le mura domestiche, tanto che molto spesso scelgono come tana in cui partorire la loro cuccia o l’angolo dove dormono abitualmente.

Appena i primi piccoli vengono alla luce, la gatta li lecca accuratamente per pulirli e contemporaneamente favorirne la respirazione.

Subito dopo rompe coi denti il cordone ombelicale e mangia la placenta (questo atto è un retaggio delle origini selvagge del gatto, del tempo in cui era assolutamente necessario far sparire ogni traccia che potesse attirare animali predatori).

Dopo aver compiuto lo stesso rituale con ogni piccolo, la madre si lava minuziosamente, quindi si sdraia accanto ai micini, per diffondere il calore del proprio corpo, e li incoraggia ad avvicinarsi alle mammelle per la prima poppata, spingendoli dolcemente col muso.

Al momento della nascita, i micini sono sordi e ciechi, ma il loro odorato estremamente sviluppato serve loro a trovare le mammelle della mamma.

Essi, al contrario, reagiscono subito agli odori sconosciuti miagolando.

Appena i piccoli vengono a contatto con le mammelle della madre inizia una vivace lotta per “espugnare” il capezzolo che s’impregna dell’odore particolare di ogni gattino.

Nei primi due giorni il micio si nutre del colostro, contenuto nel primo latte della madre, che è una sostanza che trasmette ai nuovi nati gli anticorpi necessari alla sopravvivenza durante le prime dieci settimane: trascorso questo periodo i micini sviluppano il proprio sistema immunitario.

Durante i primi due giorni la gatta non lascia praticamente mai i suoi piccoli. Può assentarsi giusto il tempo di mangiare, bere, fare i bisogni, ma raggiunge inevitabilmente i micini dopo qualche minuto.

I cicli del sonno vengono invariabilmente stravolti: i nuovi nati, infatti, hanno bisogno di essere allattati almeno ogni due ore; subito dopo mamma gatta deve leccare il loro ventre per stimolare la digestione e l’evacuazione.

La gatta lecca e mangia istintivamente i loro escrementi in quanto i piccoli nelle prime settimane non sono ancora autosufficienti.

I primi denti del gatto spuntano nel momento in cui gli occhi si aprono: il gattino è dotato dei suoi dentini da latte dall’età di otto settimane; questo spiega perché prima di allora dipenda completamente dalla madre.

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I denti definitivi del gatto spuntano tra la dodicesima e la diciottesima settimana: la sua è una dentatura da carnivoro, con incisivi piccoli e canini e molari più sviluppati.

Durante i primi giorni di vita, il micino si limita a mangiare, dormire e rannicchiarsi contro la madre. I suoi occhi non si apriranno completamente che tra la prima e la terza settimana.

Durante questo periodo mamma gatta può decidere di spostare la nidiata, anche più volte, in un altro luogo, rispondendo a un bisogno istintivo di assicurare una migliore protezione ai piccoli.

I gattini cominciano a trascinarsi sulle zampine durante la seconda settimana, iniziando a camminare durante la terza e a correre alla quarta o quinta settimana. Inoltre, a quattro o cinque settimane, il micio comincia a lavarsi da solo.

A questo stadio, i legami tra il micino e la madre cominciano a sciogliersi. Benchè mamma gatta allatti sempre i suoi piccoli affinchè ricevano un’alimentazione equilibrata, essi sono ormai capaci di nutrirsi del cibo solido.

Mamma gatta vigila a distanza i suoi piccoli, questa distanza diventa sempre più marcata via via che i micini prendono più confidenza nelle proprie capacità.

I legami, col tempo, si affievoliscono, ma se la madre mantiene un contatto quotidiano con i piccoli, riesce a conservare dei sentimenti materni anche quando i piccoli si sono fatti adulti.

Succede spesso che una gatta continui a portare del cibo ai suoi figli diventati grandi.

Un ringraziamento speciale a MyBengals.it per averci spiegato questo delicato argomento sulla gravidanza e parto della gatta.